Preghiere e canti Inno al braccio di San Cesidio

sallunt Cesidium per juga montium Pastores ovium vocibus inclitum
Ducunt ruricolae forte choris epos
Herois Cesidii ad polum.

Devoti peragrant Fucini ad alveum
Turmatim recolunt corpora Martirum;
Et fletu maditi Cesidium petunt:
Fiat gratia, gratia!

Clamantes pueros Cesidius videt,
Currentes iuvenes in prece cernos, Permistosque senes, vita quibus deest Cunctis auxilium parans.

Strumae pernicies et mala gutturis
Vitat Cesidius, caecaque lumina,
Expellens hominum corporibus tabem Morborum genus omnium.

Ventorum celeris si furor infremit Plenarumque ruit si fragor imbrium, Incurritve minax impetus hostium
Affert Cesidius bona.

Imploret populis omnia BRACHIUM
E coelo nitido diva charismata;
Cunctis queis valeant scandere gloriae
Ad thronos hilares sacrae.

Festivum Dominus percipiat melos,
Plenus quod populus tollit ad aethera; Omnes vociferent: Supplice nos, Deus,
Uno Cesidio Tibi.
Glorificano l’inclito Cesidio
I pastori sulle alture dei monti;
I contadini innalzano al Cielo in coro
La grande epopea dell’eroe Cesidio.

I devoti attraversano l’alveo del Fucino
A turme si apprestano ai Corpi dei Martiri;
E bagnati di lacrime implorano Cesidio: Grazia! Grazia!

Cesidio vede i bimbi acclamanti,
I giovani accorsi prostrati in preghiera Frammisti i vecchi, cui la vita vien meno Pronto ad aiutare tutti.

Vieta Cesidio il flagello della scrofola
Il mal di gola e la cecita,
Espelle il languore dal corpo umano
E l’origine di ogni morbo.

Se irrompe impetuoso l’uragano,
Se sovrasta il fragore delle inondazioni,
E incompe I’impeto minaccioso dei
nemici, Cesidio porta la serenita.

Imploriaipopoli il BRACCIO dai cieli
Ogni specie di grazia divina;
A quanti si appressano giulivi
Al trono dell’eterna gloria.

Il Signore accetti il canto festoso
Che tutto il popolo innalza al cielo;
Preghino tutti: Aiutaci, o Dio,
Per il tuo San Cesidio.
Don Giuseppe Cuciz

Questo Inno e stato gia pubblicato nella monografia: Don Giuseppe Cuciz, abate di Trasacco, pag. 43

Supplica a San Cesidio

(Dal testo stampato all’Aquila, dalla tipografia dei Tribunali, 1854 riveduto e corretto nelle espressioni ormai antiquate)

della vostra Fede. Benediciamo il Signore che ci arricchi del vostro Sacro Deposito e del Braccio vostro reciso nell’atto di offrirgli i Santi Misteri. Braccio Santo ed Ammirabile col quale lavaste i nostri antenati nelle acque del Battesimo e poi seguiste a benedirci in ogni tempo! Voi metteste in fuga i nostri nemici e li accecaste; voi daste la vista ai ciechi, il moto ai languidi, la salute agli infermi.
Voi fugaste da noi le tempeste e ci impetraste opportuno sereno o pioggia dal cielo e l’abbondanza delle campagne.
Stendete, dolcissimo nostro Santo e Protettore San Cesidio, stendete la forza del Braccio vostro sopra le nostre famiglie, sopra i corpi, sopra le anime nostre. Seguitate a liberarci da ogni disgrazia nella vita presente, da ogni insulto infernale nel tempo di nostra morte e conducendoci con la vostra Protezione al Paradiso, a quella gloria che a Dio procuraste con la nostra conversione alla Fede e con il vostro martirio, aggiungete quella che gli dobbiamo della nostra santificazione e della nostra salvezza.

Invitto e prodigioso martire San Cesidio che dal vostro carissimo genitore San Rufino destinato, spargeste in queste nostre contrade la conoscenza e l’amore di Gesu Cristo e della sua Santa Fede testimoniata dal sangue sparso e dalla vita vostra sacrificata per la medesima e difesa col vostro Santo Braccio che e sempre in atto di stendere sopra di noi la vostra protezione e ricolmarci di grazie che da Dio ci ottenete: noi vi veneriamo quale Eroe della Chiesa militante e ripieno tutto di perfettissima carita.
Uniamo le nostre benedizioni a quelle degli Angeli che ammirarono la vostra costanza e giubilarono alla fermezza.

Testi tratti dal libro “Il Braccio di San Cesidio”)
(Testi a cura di Don Evaristo Evangelini)

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